Com’è fare un anno di liceo in Corea del Sud?

Scritto da Benedetta Calvo

Francesca è una ragazza che ha frequentato un anno (10 mesi) in un liceo a Daegu, in Corea del Sud! In questa intervista ci racconterà la sua esperienza, le sue considerazioni e consigli per tutte quelle persone che sono interessate ad intraprendere un percorso simile!

Parlaci un po’ di te; chi sei e che tipo di percorso di studi hai fatto?
Ciao! Mi chiamo Francesca e al momento sono una studentessa di lingue orientali. Ho avuto l’opportunità di frequentare il quarto anno di liceo linguistico a Daegu, in Corea del Sud!

Che cosa ti ha fatto appassionare alla Corea? E che cosa ti ha spinto a fare questo programma all’estero?
Diciamo che all’inizio ero indecisa sul dove svolgere l’anno all’esterno. All’inizio pensavo di volerlo fare in Canada ma i miei familiari mi hanno fatto notare la mia grande passione per la Corea e la possibilità di fare l’anno all’estero lì, anche perché avevo vinto una borsa di studio INPS per fare un’esperienza in un paese non europeo.

Prendere la decisione di partire non è stato semplice, avevo paura degli stereotipi che ci sono in Corea sugli stranieri, dei canoni di bellezza e di alcune differenze culturali che pensavo ci fossero con l’Italia. Dopo molti pensieri e riflessioni sono partita e posso dire che è stata la decisione migliore che potessi fare!

Potresti spiegare brevemente come hai fatto a fare questa esperienza? Come hai fatto ad iscriverti e quali documenti sono richiesti?
Per iniziare questo viaggio mi sono affidata a “Mondo Insieme” che si appoggia all’agenzia KISE che ha la sede a Daegu. I documenti da preparare sono diversi, di sicuro posso dirvi che occorre: il passaporto con una foto recente, due slide di presentazione ed una lettera per la famiglia ospitante. Per poter intraprendere il viaggio vengono svolti anche dei “test” di lingua inglese e di idoneità psicologica. Successivamente ho dovuto fare un’intervista in cui ho parlato delle mie abitudini; insomma volevano capire come fosse il mio stile di vita!

Raccontaci un po’ la tua giornata in Corea, che cosa facevi?
La mia giornata iniziava alle 5 del mattino per riuscire a prepararmi e andare a prendere il pullman alle 7:15 insieme alla ragazza tedesca che viveva con me e l’host family. Le lezioni iniziavano alle 8:30 ma era necessario essere in classe per le 8:20 perchè il coordinatore di classe ci forniva gli avvisi e le novità della giornata. Le lezioni duravano circa 50 minuti e poi avevamo 10 minuti di pausa; le lezioni erano fino alle 16 ma facevamo una pausa pranzo che iniziava verso le 12.30 e terminava circa 1 oretta dopo.

Il lunedì era la mia giornata preferita: l’ultima ora era dedicata all’after school, in cui si svolgevano attività di lettura, tutoring tra studenti, art and craft e altre attività di questo tipo.

In Corea ho studiato la lingua coreana soffermandoci, soprattutto, sulle sue origini. Ho partecipato anche a lezioni di conversazione inglese con docenti madrelingua, di studi sociali (come educazione civica, sociologia etc…) e di scienze.

La cosa bella è stata lo svolgimento di lavori di gruppo che hanno facilitato anche la mia inclusione all’interno della classe.

In quanto exchange student, durante il periodo degli esami non si è tenuti ad andare a scuola e/o a sostenere le verifiche, nonostante questo io ho cercato di andare sempre in quanto faceva piacere ai docenti e a me stessa. Nonostante questo mi sento di consigliarvi di usare questo tempo per VIAGGIARE!!

Il voto di fine anno si basa principalmente sull’attenzione tenuta in classe e la buona volontà che ci mettiamo durante le lezioni.

La più grande differenza che ho notato tra l’Italia e la Corea per quanto riguarda i miei coetanei, è stata la loro personalità ed il loro atteggiamento. Questo perché in Corea si diventa più maturi all’università e dopo il servizio militare. In generale al liceo, mi sono sembrati tutti più “innocenti” di quanto siamo noi qui in italia.

Qual è stata la tua prima impressione della Corea e com’è stato il primo giorno di scuola? Come ti sei trovata a Daegu?
Diciamo che il periodo che ho scelto per viaggiare non è stato tra i migliori! Con il Covid la sensazione di essere da sola dall’altra parte del mondo, lontano dalla mia famiglia, è stato un fatto difficile da assimilare. Nonostante l’ansia e lo stupore iniziale sono riuscita ad adattarmi facilmente a Daegu in quanto, essendoci pochi stranieri, mi sono dovuta sforzare a parlare in coreano e ho trovato questo metodo di comunicazione molto più semplice. Il mio primo giorno di scuola è stato il 9 Novembre e diciamo che i primi 3 mesi sono stati un sogno perché li vivevo un po’ come turista; ma con il passare del tempo ho iniziato a realizzare che la mia vita stava cambiando. Il senso di responsabilità di essere una ragazza straniera occidentale in Asia è molto forte e soprattutto è difficile riuscire a rimanere se stessi senza cambiare per essere “accettati”. Diciamo che il modo di sentirci all’interno di questa situazione cambia da persona a persona quindi spero che la mia esperienza possa essere utile a qualcuno!

Secondo te è possibile fare un’esperienza del genere senza, inizialmente, parlare coreano? Tu come hai affrontato la differenza linguistica?
Io sono partita con una conoscenza base della lingua, sapevo presentarmi e formulare una frase semplice. Ho avuto la fortuna di avere un compagno di classe americano-coreano, che mi ha aiutato a prendere appunti e a capire durante le spiegazioni in classe. Durante l’exchange year mi hanno offerto delle lezioni gratuite di coreano e ci ho messo circa 3 mesi per raggiungere un livello intermedio. Ovviamente i tempi variano da persona a persona, nel mio caso non è stato complicato perché sono sempre stata abituata a studiare altre lingue.

Quali sono i pro ed i contro di questa esperienza ? La consiglieresti oppure consiglieresti di più fare un’esperienza di scambio durante l’università?
I pro e i contro sono diversi e consiglio a tutti, prima di affrontare questo tipo di esperienza, di valutarli bene:

PRO: esperienze di questo tipo ti permettono di aprire la mente, diventare indipendente, di avere una grande maturazione e crescita caratteriale e personale e, soprattutto, ti permette di avere amici dall’altra parte del mondo e di confrontarti con modi di vivere e pensare completamente diversi dal proprio;
CONTRO: quando si ritorna in Italia ci saranno alcuni esami sulle materie che, in Corea, non hai svolto.
In generale per poter partire bisogna essere fermamente CONVINTI e MOTIVATI in quanto ci saranno diverse situazioni, anche problematiche, da dover risolvere ed affrontare.

Nonostante i contro, consiglio a tutti quelli che si sentono davvero pronti di fare questa esperienza!

Infine, quali sono i ricordi più belli che ti porti dopo questa meravigliosa esperienza? 🙂
Sono veramente tante! Per raccontarle ci metterei anni!!

Eccone alcune che mi sono rimaste particolarmente impresse: quando ho fatto le foto sotto gli alberi di ciliegio con la mia classe; aver trascorso un weekend in un tempio buddista con una mia amica; la prima volta a Seoul con una mia amica; un pic nic vicino al fiume Han e la pazzia di farmi il bagno con un amico a Busan mentre pioveva!.

Ma alla fine le piccole cose sono state le migliori: le lunghe chiacchierate in sala mensa, le camminate per Daegu Downtown e i grandi palazzi della città…


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