Il regno Goryeo (고려): un regno che definì un’epoca (e il nome della Corea)

Il potere della dinastia Silla iniziò a vacillare sempre più sotto il peso delle tensioni interne del paese e questo portò la penisola coreana a entrare in una fase inquieta e turbolenta nota alla storia come i “Tre Regni Tardi”.

Il territorio, che fino ad allora, era rimasto unificato tornò a frammentarsi in vari poteri regionali rivali tra loro. Fu in questo scenario che spiccò la figura di Taejo di Goryeo o Wang Geon (왕건). Un generale di Songak che, di lì a poco, avrebbe cambiato per sempre le sorti del territorio.

Nel 918, dopo aver allontanato il sovrano Gung Ye (궁예), il generale Wang Geon (왕건) fondò il regno di Goryeo (고려) con l’obiettivo di unificare ancora una volta la penisola.

Dalla scelta del nome all’amministrazione interna: una dichiarazione semplice ma potente

La scelta del nome Goryeo (고려) richiama volutamente, l’antico regno di Goguryeo (고구려) che governò la penisola dal 37 a.C al 668 d.C. L’amministrazione del nuovo regno univa i modelli cinesi alle esigenze locali e diede vita a una burocrazia ben strutturata e basata su un sistema legale codificato. In questo periodo l’aristocrazia ottenne un ruolo determinante e la monarchia si consolidò come punto cardine.

Al contempo il buddhismo si radicò profondamente nella società e divenne contemporaneamente religione ufficiale e strumento di coesione culturale e istituzionale 

Una società complessa e un’economia invidiabile

La vita quotidiana all’interno del regno di Goryeo (고려) era segnata da una forte economia agraria. I funzionari, in cambio di vari servizi, ottenevano delle terre che, a loro volta, concedeva ai contadini. All’aristocrazia erano invece lasciate le cariche civili e militari mentre le classi intermedie si occupavano dei ruoli amministrativi.

Tuttavia il regno di Goryeo (고려), grazie alla sua posizione costiera e ai porti attivi che possedeva, non si isolò mai ma, al contrario, intrattenne rapporti commerciali con vari popoli. 

Prestigio culturale e sviluppo delle arti

L’eleganza di questo periodo può essere racchiusa nella ceramica celadon. Oggetti caratterizzati da una particolare sfumatura verde giada che venivano modellati e poi decorati in modo minuzioso. Metodo che poi, con il passare del tempo, fu migliorato con l’introduzione della tecnica sanggam, ovvero una procedura basata sull’intarsio di motivi di argilla colorata.

Contemporaneamente, accanto a queste opere, si sviluppò una fiorente cultura scritta. I testi buddhisti iniziarono a circolare ampiamente tanto che vennero create anche delle innovazioni tipografiche importanti. Di fatto il regno di Goryeo (고려) fu uno dei primi stati a utilizzare caratteri mobili in metallo già dal 1230.

Dalle invasioni mongole alla nascita della dinastia Joseon

Il XIII secolo segnò, sfortunatamente, uno dei momenti più critici della storia del regno di Goryeo (고려). L’espansione dell’impero Mongolo raggiunse la penisola coreana e, per quasi quarant’anni, le diverse invasioni si susseguono provocando una fase di profonda instabilità.

Nel tentativo di resistere il potere del regno cercò di trasferire la capitale sull’isola fortificata di Ganghwa (강화도) ma, nonostante tutto, l’amministrazione del regno dovette accettare una relazione subordinata con l’impero Mongolo riuscendo però a mantenere lo stesso ampi margini di autonomia interna. Da questo rapporto forzato iniziarono profonde trasformazioni che, piano piano, portano al progressivo indebolimento del regno di Goryeo (고려).

Fu in questo contesto che il generale Yi Seong-gye (이성계) prese il controllo dello stato e, con il nome di Taejo (태조) fondò, nel 1392, la dinastia Joseon.

L’origine del nome “Corea”. Dal suono di Goryeo (고려) a una diffusione globale

La diffusione del nome Goryeo (고려), a livello internazionale derivò dai continui scambi diplomatici e commerciali. I mercanti arabi e persiani che entrarono in contatto con il regno iniziarono, piano piano, a trascrivere il nome secondo i propri sistemi fonetici. Questa modalità giunse, direttamente o indirettamente, anche in Europa. Di lì a poco anche le popolazioni europee iniziarono ad adattare la pronuncia alle loro lingue generando espressioni come “Corea” o “Korea”.

Entrambe le versioni rimasero poi, contemporaneamente, in circolazione per molto tempo fin a quando il termine “Korea” iniziò a prevalere nei paesi anglofoni e il termine “Corea” in quelli di lingua romanza.

Scritto da Francesca Pedrazzi


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