Un’affascinante figura della tradizione mitologica coreana è l’Haetae (해태) o anche noto con il nome di Haechi (해치). Creatura leggendaria, spirito protettore, e simbolo civico.
Un riferimento importante e una presenza viva che attraversa il tempo mantenendo, insolitamente, un’identità solida e coerente. L’Haechi (해치) è un essere mitologico che non è rimasto confinato solo nel passato ma, al contrario, continua a essere percepito e vissuto anche nel presente, in particolare negli spazi pubblici.
Possiamo trovare la sua immagine nei palazzi reali, nei testi della dinastia Joseon (조선) e, anche, nei documenti ufficiali della moderna Seoul.
Un essere nato per giudicare
Già nelle sue rappresentazioni all’epoca della dinastia Joseon (조선) l’immagine dell’Haechi (해치) veniva descritto come una creatura in grado di poter distinguere il vero dal falso. Tradizione vuole che questo essere sia in grado di riconoscere le ingiustizie e, senza esitazione, sia in grado di punirle. Proprio questa sua natura lo ha fatto diventare simbolo di equità, imparzialità e anche giustizia. Quello che l’Haechi (해치) incarna è l’idea di un governo buono, giusto, imparziale e anche incorruttibile.
Un aspetto rimasto invariato e simbolico
Altra caratteristica di questa creatura, oltre al suo senso di giustizia, è l’aspetto fisico, rimasto stabile nel tempo. L’Haechi (해치) viene tutt’ora rappresentato con un corno sulla testa e con corpo massiccio simile a quello di un leone ma, sopra la sua pelle, non c’è nessuna peluria bensì delle scaglie. La sua immagine, soprattutto in quella di molte statue antiche, viene accompagnata anche da una campanella decorativa.
Tuttavia, ogni elemento che lo caratterizza, ha un valore simbolico in quanto il leone viene associato alla forza e alla protezione, le scaglie rimandano all’immagine dei draghi considerati sacri e, anch’essi, protettivi mentre il corno serve a richiamare la sua capacità di poter distinguere tra le verità e le menzogne.
Il guardiano contro il fuoco
Sempre durante la dinastia Joseon (조선), in un’epoca in cui gli edifici erano fatti di legno e rischiavano costantemente, e concretamente, di prendere fuoco, iniziò a diffondersi anche la voce che l’Haechi (해치) fosse in grado di controllare gli incendi.
Per questo motivo collocare la sua statua davanti a palazzi reali e a uffici amministrativi diventò una pratica comune e molto diffusa. A seguito della diffusione di questa pratica si iniziò anche a considerare la posizione geometrica delle zone dove posizionare le statue dell’Haechi (해치), questo perché si credeva che alcune aree fossero attraversate da energie instabili e preoccupanti che solo l’energia dell’Haechi (해치) stesso potesse riequilibrare e stabilizzare.
Una zona dove attualmente si possono trovare diverse statue dell’Haechi (해치) è il complesso del palazzo reale Gyeongbokgung (경복궁) di Seoul questo perchè, in passato, si riteneva che quest’area avesse particolarmente bisogno di più equilibro, protezione e vigilanza.
Dal mito al simbolo ufficiale
La storia dell’Haechi (해치) tuttavia non termina nel passato ma continua fino al presente infatti, nel 2008, alla fine di un lungo processo di selezione pubblica e istituzionale, la città di Seoul ha scelto questa figura come simbolo ufficiale.
La decisione è stata presa in quanto si voleva scegliere un segno in grado di unire e rappresentare valori come equilibrio, integrità, protezione e responsabilità.
Un’icona che è in grado di legare e far dialogare tradizione e modernità.
Scritto da Francesca Pedrazzi

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