La principessa Bari Gongju (바리공주) è una una figura importante nella mitologia coreana stessa e nello sciamanesimo. La sua leggenda tramanda un vero e proprio rito che ancora oggi viene raccontato e celebrato.
Secondo la leggenda, Bari Gongju (바리공주), era la settima figlia di una coppia reale, e viene rifiutata dai reali stessi. La sua nascita infatti venne considerata come una delusione in quanto la famiglia reale desiderava un erede maschio che ancora non era arrivato. Per questo motivo i genitori decisero di abbandonarla quando era ancora in fasce.
Trovata e adottata da una anziana coppia, Bari Gongju (바리공주) crebbe senza sapere chi fosse veramente. Questa iniziale abbandono è importante perchè, fin dall’inizio, Bari Gongju (바리공주) rappresenta l’esclusione, l’invisibilità e il rifiuto sociale.
Passarono gli anni e le cose cambiarono. I genitori biologici della principessa si ammalarono gravemente e l’unica cosa che poteva salvarli era un raro elisir del Paradiso Occidentale. Tuttavia, questa acqua della vita, era custodita in un regno ultraterreno al quale si sarebbe potuto accedere solo superando prove molto pericolose. Per questo nessuno, tra i loro figli, era disposto a intraprendere il viaggio. Ed è qui che Bari Gongju (바리공주) ritorna. La figlia abbandonata, rifiutata, fu anche l’unica disposta ad accettare di partire.
Bari Gongju (바리공주) attraversa diversi mondi dell’aldilà, incontrando spiriti e guardiani e superando moltissime prove. Questo viaggio rappresenta per lei non solo un’avventura eroica ma anche un vero e proprio rito di passaggio, un’iniziazione. Nella tradizione sciamanica infatti, il cammino intrapreso dalla principessa rappresenta, in modo simbolico, la capacità stessa di superare e attraversare i confini tra i mondi, una qualità essenziale per la pratica rituale. Per questo motivo la sua figura viene considerata come sacra, tanto da essere ritenuta la prima mudang (무당), colei che accompagna le anime dei defunti e fa da tramite tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
La storia di Bari Gongju (바리공주), il suo mito, non è confinato solo al passato. Ancora oggi la sua leggenda viene raccontata e recitata durante i funerali e le cerimonie sciamaniche. È un personaggio complicato, una principessa allontanata che si trasforma in un’eroina, guaritrice ma anche in quel legame invisibile tra chi è ancora su questa terra e chi ci ha lasciato. Il suo racconto parla di esclusione ma anche di compassione, trasformazione, e gentilezza.
Scritto da Francesca Pedrazzi

Lascia un commento